venerdì 29 agosto 2014

Un Matrimonio Nerd (In Cerca di Sponsor)


Nell'attesa di riaprire i battenti del Minuetto Express (appuntamento fissato per lunedì 1 settembre con un simpatico giveaway, siateci) approfitto della calma di fine agosto per spostare il riflettore su un argomento molto molto importante.
Le bacheche dei social network sono invase (giustamente) dalla #IceBucketChallenge, ma potrebbe esservi capitata sotto gli occhi una simpatica notizia a proposito di un "matrimonio nerd"... in caso contrario, sono qui per rimediare alle vostre mancanze.
You're welcome.
Claudia e Marco, altrimenti conosciuti come Daka e Dark, sono due giovani come tanti (forse leggermente più nerd della media) che hanno recentemente deciso di convolare a giuste nozze con una doppia proposta incrociata: lei regala l'anello a lui, in barba alle tradizioni, lui si propone tramite un breve RPG.

NEEEEEEEEEEERD!

Ora non resta che organizzare la cerimonia, che come saprete non è esattamente economica... per questo Claudia e Marco hanno deciso di intraprendere l'inedita strada del "matrimonio sponsorizzato", una pratica largamente sfruttata negli USA e da poco sdoganata anche nel Belpaese.
Gli aspiranti sposi contattano aziende e operatori del settore matrimoniale (e non) richiedendo servizi di vario genere in cambio di pubblicità. In questo modo i costi della cerimonia e del ricevimento possono essere ammortizzati o addirittura annullati in base alla generosità degli sponsor.
Ora, siamo in Italia e quindi se parliamo di "sponsorizzazione" in troppi capiranno "accattonaggio" (sempre a pensar bene, noi mangiaspaghetti), ma se ci riflettete si tratta di un accordo che va a beneficiare entrambe le parti: gli sposini risparmiano, gli sponsor ci ricavano in visibilità. 
Premesso che il sistema funziona (si, anche in Italia), invito tutti i miei lettori a dare una mano, anche piccola, per diffondere la voce e aiutare Claudia e Marco a raggiungere più sponsor possibili. Come fare?

  • Andate a leggervi Di per Di, il fantastico blog dei due promessi sposi nerd;
  • Spammate questo articolo (o il loro blog) in giro per i social cosi;
  • Seguite i due su Youtube, su G+, su Facebook e su Twitter;
  • Se siete e/o conoscete aziende e operatori del settore matrimoni et cerimonie, mettetevi in contatto con loro (il matrimonio è previsto per l'estate 2015 in località Grosseto) all'indirizzo darkperdaka[@]yahoo.it
  • In generale, tenete le dita incrociate per questa giovane coppia di innamorati.



Non potevo non dare anche un minimo contributo per spargere la voce. Sono giovani, sono nerd, e sono disposti a stravolgere le regole pur di coronare il loro sogno di una vita insieme. Impossibile non fare il tifo per loro!
(E se va in porto li copierò senza ritegno!)
Vediamo di fare un pò di bene e di aiutare una coppia di giovani innamorati per una volta, mmk? :)
In bocca al lupo, Di & Di!

venerdì 1 agosto 2014

Sondaggione: Il Minuetto che Vorrei



Bentrovati, cari lettori!
Vi scrivo dal mio bunker antiatomico, ormai completamente sommerso dalle piogge di lugliembre, per invocare il vostro aiuto!
Il reboot del Minuetto Express è in corso: cosa diventerà questo postaccio nella seconda metà del 2014?
Cosa tenere, cosa buttare, cosa ristrutturare?
Io ho delle idee ben precise, ma non sia mai detto che non do retta al pubblico!
Ebbene si, potete dare la vostra opinione con un simpaticissimo SONDAGGIONE!
Si tratta di dieci domande, veloci veloci, per farmi avere un'idea dei desideri di chi mi segue.
E no, non è proprio un sondaggio serio serio, ma servirà a dipingere un quadro abbastanza preciso della situazione.
Agosto è un mese in cui la Rete italiana si svuota (o almeno, in cui DOVREBBE svuotarsi) per via delle ferie.
Ma evitiamo di prenderci in giro, per cortesia.
So che ci siete.
Se non siete davanti ad un computer, avete sicuramente uno smartphone.
Vi vedo.
...
In caso, lascerò l'avviso per il SONDAGGIONE in bella vista per tutto il mese, ok? Please?
Magnifico!
Quindi, senza altri indugi...


E vinca il migli... ehm, grazie per il feedback!
Baci baci!

lunedì 21 luglio 2014

Blog, Ragnatele e Nuovi Inizi



Salve a tutti.
Il Minuetto Express, come potete notare, è inattivo da diverso tempo.
L'ultima recensione comparsa sul blog (Gravity, film stupendo) risale all'ottobre del 2013.
Gli ultimi due articoli riguardavano la tanto sospirata pubblicazione di HydroPunk- The Drowned Century, la fantastica antologia di racconti che trovate anche e soprattutto su Amazon!
A parte quello, silenzio assoluto.
Come forse ricorderete ho trascorso gli ultimi 12 mesi in Australia. E non certo a grattarmi gli attributi, aggiungerei. :D
Lavorare a Melbourne è stata un'esperienza fantastica, il viaggio finale di due mesi lungo la East Coast e il sudest asiatico... leggendario.
Vuoi per le otto ore di differenza rispetto al fuso orario italiano, che rendono la comunicazione "in tempo reale" piuttosto complicata, vuoi per la stanchezza post-lavoro, vuoi per la connessione Internet ballerina, vuoi per le mille cose da fare (tra cui cucinare, lavare i piatti, portar fuori la spazzatura, ed essere il Miglior Fidanzato del Mondo)... beh, il blog ha perso rapidamente posizione tra le mie priorità, esattamente come avevo sospettato ancora prima di partire.
Poi non dite che non metto le mani avanti, eh.


Tutto l'entusiasmo e le energie che investivo nel lavoro o in altri ambiti hanno progressivamente abbandonato il blogging.
Mettiamoci anche che ho francamente perso l'entusiasmo per molte cose. La grinta per segnalare libri fantasy/sci-fi in lingua inglese, articoli che alla fine leggevano in quattro gatti (bravissimi gatti, ma pur sempre quattro), era già bella e morta prima di partire per l'Australia. Mi era rimasta giusto la fiducia nelle recensioni cinematografiche, ma alla fine anche quelle- statistiche alla mano- non interessano più all'internauta medio. Per carità, smuovevo ancora cifre importanti, ma non riuscivo a generare il dibattito intelligente che ho sempre desiderato.
Volete trovare dibattiti, non necessariamente intelligenti? E' pieno di gruppi cinematografici su FB in cui le discussioni si riducono spesso e volentieri a "Questo film è bello o no? Capolavoro o schifezza?"
Due parole in croce, l'opinione di qualche personaggio di spicco, e tac, la recensione è servita.
Se avete ancora voglia di farvi due risate, la sezione commenti dei siti di streaming e di download è un'autentica miniera d'oro.



E poi Google che si inventa in continuazione nuovi modi per "rinnovare" il page ranking e i criteri con cui un blog può ottenere maggiori visualizzazioni... e via, a caccia di Like, +1 e Retweet, alla continua ricerca di titoli provocatori per attirare più visite, una spirale senza uscita in cui sono caduti tanti, troppissimi blogger.
Ok impegnarsi per proporre contenuti freschi e interessanti, ma rodersi il fegato in questo modo no, grazie.
Ne ho viste troppe di "mini-crociate" create ad hoc per scatenare flamewars, di ripicche tra primedonne,di pugnalate alle spalle e di trollate imbarazzanti, un'ondata di schifezza immane che ha spazzato via quasi tutto.
E poi sabotaggi, progetti ignorati, leccaculo sfacciatissimi, cricche di hipster del cazzo pronti a pararsi le chiappe e ad attaccare "Gli Altri" alla minima provocazione, recensioni farlocche, e un generale instupidimento dei contenuti.
Se suono cattivo e disilluso, è perchè non ne potevo davvero più.


Tuttavia- arrivo al punto, tranquilli- non serve arrabbiarsi.
La colpa è soprattutto mia, che avevo finito per incastrarmi in una forma di blogging che in realtà non avrebbe portato a nulla.
Si, l'importante è divertirsi e condividere la propria opinione, ma ho sempre voluto fare di più con questo posto.
Il problema è che il blog, almeno nel modo in cui come lo stavo portando avanti, era diventato solo una terrificante perdita di tempo buona solo a farmi stare seduto per ore alla scrivania ad ingrassare sempre più.
Mea culpa.
Non si può cavare sangue da una roccia, dopotutto, e non è neanche il caso di prendersela con la roccia stessa.
Quante ore perdute, quanti progetti accarezzati ma mai portati avanti perchè "tanto in Italia non funzionerebbe"... e intanto, per passare il tempo, via di recensioni.



Il pubblico italiano è infinitamente più ristretto di quello anglofono, su questo non ci piove, e questa differente dimensione comporta enormi conseguenze. Le nicchie esistono comunque- appassionati di Gdr, lettori di fantascienza oltre a Dick e Asimov, cinefili senza una scopa in culo- ma sono notevolmente più piccole e da sole purtroppo non bastano.
Potrei anche spiegare il progressivo abbandono del blog, oltre che per via dell'avventura australiana e di un' enorme mancanza di interesse, anche col fatto che sono invecchiato. Non sono più lo stesso ragazzo che ha aperto il M.E. nel lontanissimo 2010. Non si può avere le stesse priorità in eterno.
Questo non mi impedisce di guardare puntate di The Legend of Korra a nastro o di leggere quantità improponibili di libri di fantascienza, eh. E' solo che non sento più la stessa impellente necessità di parlarne con Internet.


Insomma, tutta questa pappardella per dire cosa? Che chiudo il blog?
NO.
Se avessi voluto farlo sarebbe già successo, e tanti saluti.
Ma non sto nemmeno qui a promettervi fantomatiche riaperture DOMANI MATTINA, con recensioni nuove di zecca e ricchi premi.
Ho delle idee- che prevedono drastiche ristrutturazioni di palinsesto, e non solo- e se ne riparlerà prossimamente.
Una su tutte, quella di puntare sulla realizzazione di qualcosa di mio, un bell'ebook che ho nel cassetto da un anno, piuttosto che ricominciare a parlare di cose fatte da altri.
Per quanto riguarda le recensioni, beh... potrebbero tornare, sebbene in formato decisamente differente e con un tono molto più ironico del solito.
Nel frattempo sto lavorando ad un ebook a metà tra il manuale d'istruzioni e il diario di viaggio, dedicato all'Australia, e non escludo di parlarne tra queste pagine (anche se non si tratta di fantascienza)... e continuo a battermi per pubblicare in Italia libri fichissimi ancora inediti.
Il primo frutto delle mie fatiche, You di Austin Grossmann, è uscito da poco in libreria per Multiplayer Edizioni. Non c'è di che.
Il prossimo sarà Internet Apocalypse di Wayne Gladstone, e anche lì ci sarà da ridere.


Le cose non saranno più le stesse, insomma, e ci tenevo a dirvelo con un bel post lungo lungo.
Perchè nonostante tutto, là fuori, ci sono parecchie persone a cui questo postaccio interessa davvero, persone gentilissime che mi hanno scritto mail, messaggi su FB o anche tweet, e che hanno mantenuto salda la mia convinzione di tenere aperto il Minuetto. Se non fosse stato per voi avrei probabilmente ceduto subito.
Grazie mille!
Questa rinascita, e tutto quello che ne conseguirà, è dedicata a voi.
A prestissimo!

sabato 29 marzo 2014

HydroPunk-The Drowned Century sbarca su Amazon! (Bonus: Aggiornamenti Casuali)


Salve, Veri Credenti!
Ebbene si, non sono ancora morto- ma Melbourne tende ad assorbire tutto il mio tempo e le mie energie, e tra non molto partirò per un lungo e meritato tour della East Coast australiana.
Quindi no, non tornerò a bloggare ancora per qualche mese.
Sad face. :(
Metteteci anche che il maledetto Buta, tanto per spargere sale sulle ferite, mi ha assegnato un (immeritatissimo, invero) Boomstick Award. Che gli restituisco con piacere, dato che il suo blog (insieme a Plutonia Experiment, strategie evolutive e l'Antro Atomico, per citarne alcuni) è stato una delle poche letture italiane fatte negli ultimi nove mesi.
Non commento mai, ma lurko con piacere. A cosa mi sono ridotto dopo eoni di Internet australiano e ballerino... :(
Riprenderò a scrivere con maggior frequenza verso luglio, dopo il ritorno in patria, così potremo riallacciare i rapporti e tirare un pò di somme.
Nel frattempo vi segnalo che l'antologia HydroPunk è disponibile (anche) su Amazon al fantasmagorico prezzo di 0,89 centesimi di euro, il minimo consentito.
L'edizione Amazon, al contrario di quella disponibile gratuitamente sul blog (CLICCA QUI) ha una copertina realizzata dal granitico Marco Mottura (responsabile dei bellissimi header che illuminano il blog) e i primi capitoli di My Little Moray Eel, blog novel di Lucia Patrizi di Ilgiornodeglizombi!
Purtroppo il signor Amazon non mi ha permesso di pubblicare gratuitamente l'ebook, ed ecco perchè lo trovate a 0,89 cent... tuttavia, l'ebook sarà disponibile gratuitamente il giorno 30 marzo e in altre occasioni che provvederò a segnalare as soon as possible!
Cliccate qui per atterrare sulla pagina Amazon di HydroPunk, e se avete già letto e gradito lasciate una recensioncina, che male non fa!
Per il momento questo è tutto, mi rifarò vivo prossimamente... sempre che sopravviva al resto del viaggio in Australia.
Pregate per me.




domenica 8 dicembre 2013

HydroPunk-The Drowned Century: l'ebook!


FINALMENTE!
Ci ho messo più tempo del previsto, ma come sapete sono un goblin di parola! 
"Sicuramente nel 2013, auspicabilmente entro l'estate": nonostante il ritardo mostruoso sulla tabella di marcia- circa 5 mesi- ce l'abbiamo finalmente fatta... l'ebook di HydroPunk- The Drowned Century è finalmente disponibile per essere scaricato!
Gioite, mortali!
Ricapitolando: l'ebook contiene tutti i racconti vincitori dell'omonimo concorso lanciato nel 2012, ovvero:

  • Mareah & Juliette, di Alessandro Forlani;
  • Tempi Interessanti, di Davide Mana;
  • Gli Acquanauti degli Oceani Boreali, di Mauro Longo;
  • Moby Dick Project, di Enzo Milano;
  • Sotto Pressione, di Gabriele Falciani;
  • L'Arcipelago di Ulisse, di Ariano Geta;
  • Nuovo Mondo, di Stefano Trevisan;
  • Caccia Grossa, di Massimo Mazzoni;
  • Gli Occhi del Mostro, di Moreno Pavanello;
  • Fuochi Fatui, di Francesca Rossi;
  • Imperius Rex, di Marco Montozzi;
  • Contro Natura, di Stefano Busato Danesi;
  • Scogliere, di Alessio Brugnoli;
  • La Caccia dell'Albatross, di Marcello Nicolini
L'ebook è in formato epub, l'impaginazione professionale è a cura del sempre impeccabile Matteo Poropat e la copertina è stata realizzata da Giordano Efrodini.
Molto presto pubblicherò una versione in formato mobi su Amazon, giusto per dare all'ebook la visibilità che merita: la "variant edition" conterrà un piccolo extra e sfoggerà una versione rivista e corretta della copertina classica, realizzata ancora una volta dal buon Marco Mottura:



A presto per nuove avventure, dunque. Ringrazio velocemente tutti coloro che hanno reso possibile il concorso e l'ebook- non temete, troverete un grazie come si deve nell'Introduzione- e auguro a tutti i lettori buon divertimento! Cliccate in fondo al post per acchiappare l'ebook!

PS: Noterete lo stato di abbandono del blog. Purtroppo l'avventura australiana mi sta rubando un sacco di tempo libero... ma non temete, non vi abbandono mica. Abbiate fede!



domenica 6 ottobre 2013

Recensione: Gravity


"At 372 miles above the Earth there is nothing to carry sound.
No air pressure.
No oxygen.
Life in space is impossible."

Ho dovuto aspettare ben sette anni per ritrovare Alfonso Cuaron dietro alla macchina da presa.
Ne è valsa la pena.
Perchè il nuovo film del regista messicano è un capolavoro unico nel suo genere, e non uso il termine alla leggera.
Che Cuaron fosse bravo lo si sapeva già da tempo: Y tu Mamà Tambièn è un cult della mia adolescenza (charolastra!), Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban è uno dei migliori della serie e Children of Men è un pilastro della cinematografia e del genere distopico/apocalittico.
E tanto per confermare di non essere uno Shyamalan qualunque, di quelli che in due film si son già bruciati, Cuaron torna alla grande con Gravity, uno space drama ad anni luce dalla concorrenza.
C'è un nuovo standard in città, signori e signori, ed è qui per restare.


Il film ha solo due protagonisti visibili: la dottoressa Ryan Stone (un'ottima Sandra Bullock) e l'astronauta veterano Matt Kowalski (George Clooney), impegnati in una delicata missione a bordo dello space shuttle Explorer. La situazione precipita all'improvviso quando uno sciame di detriti (causati dalla distruzione di un satellite russo in orbita) investe lo shuttle e il suo equipaggio, uccidendo tutti tranne Stone e Kowalski. I due si ritrovano alla deriva con una limitata riserva di ossigeno, e la loro unica speranza è raggiungere una stazione orbitante russa nelle vicinanze...
... e non dico altro per non spoilerare.


Quando James Cameron in persona si lancia in lodi sperticate nel descrivere il film ci si possono aspettare davvero grandi cose:

“I was stunned, absolutely floored,” he says. “I think it’s the best space photography ever done, I think it’s the best space film ever done, and it’s the movie I’ve been hungry to see for an awful long time.”

Il buon vecchio Jim ha ragione: non solo Gravity è davvero un ottimo film, ma è anche una delle migliori pellicole spaziali dai tempi di 2001: Odissea nello Spazio.
Parola d'onore.
E non parlo solo della meticolosa ricostruzione del vuoto spaziale, dove parole come "gravità" e "suono" perdono ogni significato.
Parlo dell'innegabile, mostruosa abilità di Cuaron nel girare il film. Vi ricordate il meraviglioso piano sequenza verso la fine di Children of Men? Ecco, moltiplicatelo per cento e avrete una vaga idea di quanto sia mozzafiato Gravity.
Fotografia ineccepibile (mitico Emmanuel Luzbeki!), panoramiche mozzafiato che mostrano la Terra e le stelle come nessuno di noi potrà mai vederle, piani sequenza da applauso, sequenze in soggettiva al cardiopalma degne dei migliori videogames.
Una CGI da sogno.
Ah, e un 3D che migliora davvero l'esperienza dello spettatore, avvolgendolo in maniera convincente.
Certe scene sono talmente ben realizzate che viene naturale chiedersi come diavolo sia stato possibile girarle! 
Questo non è solo un capolavoro della cinematografia moderna: è un guanto di sfida rivolto ad ogni altro regista di fantascienza.
Da questo preciso momento non sarà più possibile prendere lo spazio alla leggera: per rivaleggiare con Gravity occorrerà parecchio impegno.


Ma come ben sappiamo un film, per quanto tecnicamente ineccepibile, non è nulla senza attori solidi.
Posso orgogliosamente affermare che Sandra Bullock regge meravigliosamente il peso della pellicola: l'attrice ci regala un'interpretazione davvero fantastica, senza dubbio una delle migliori (e più impegnative) della sua carriera.
(A proposito, lo direste che questa donna va per i cinquanta?? E' incredibile!)
La terrificante disavventura della dottoressa Stone vi terrà col fiato sospeso e le chiappe ben strette per tutta la durata del film, grazie anche (e soprattutto) alla bravura della Bullock.
Se pensate che un film con due personaggi ambientato nel vuoto spaziale, senza avversari o intrighi o alieni, possa essere noioso... preparatevi ad essere sorpresi.


E preparatevi anche a versare la proverbiale lacrimuccia... perchè Gravity non è solo un'incredibile storia di sopravvivenza, ma anche il racconto di una straordinaria rinascita.
Il modo in cui il film mostra il percorso interiore della Stone, tra una pioggia di detriti e l'altra, è da standing ovation. Lo spazio, il vuoto assoluto dove non può esserci altro che morte, diventa metafora potentissima dello stato d'animo della protagonista.
A volte, per sopravvivere e andare avanti, lasciare la presa diventa l'unica possibilità.
Gravity poteva benissimo trasformarsi in un vuoto esercizio di stile, 100 milioni di dollari buttati al vento giusto per compiacere un regista ambizioso.
Invece ci troviamo tra le mani un caposaldo della fantascienza che, nell'ordine:

  • Ha impressionato Jim Cameron;
  • Ha una protagonista femminile incredibile;
  • Ha imposto nuovi standard per la fantascienza spaziale;
  • Usa i suoni con parsimonia, ma compensa con una stupenda colonna sonora;
  • Fa mangiare la polvere a parecchi registi, anche tra quelli più blasonati;
  • Se non prende una sfilza di Oscar mi incazzo di brutto. 
Non dico altro.
Volate al cinema e guardatevelo con gli occhioni spalancati, e non fate i pezzenti cercando di scaricarlo abusivamente. Questa è magia pura, un distillato di sense of wonder pieno di stelle che IMPONE di essere visto in sala.
Al ritorno mi ringrazierete.