venerdì 21 novembre 2014

I Libri del Goblin: 14, di Peter Clines



Nate Tucker è un trentaquattrenne single, con un lavoro senza prospettive e fondi insufficienti per permettersi un appartamento decente in quel di Los Angeles.
Quando un conoscente gli consiglia di cercare un posto nel Kavach Building, un vecchio edificio in città, Nate non è molto fiducioso... ma poi scopre che l'appartamento in questione è favoloso, e l'affitto molto basso.
Senza pensarci due volte Nate si trasferisce nel palazzo, ma ci mette poco a scoprire che c'è qualcosa che non va a Kavach. 

Nessuno degli appartamenti è uguale all'altro, e ciascuno ha una sua caratteristica peculiare.
Alcune porte sono sprangate.
L'ascensore non funziona da decenni.
Scarafaggi verdastri spuntano qua e là.
Grattando la vernice si intravedono scritte e formule criptiche.
E questo è solo l'inizio...

Perchè nelle profondità di Kavach si nasconde un segreto che potrebbe mettere a repentaglio il mondo intero.


14, pubblicato da Permuted Press nel 2012 e da Multiplayer.it Edizioni lo scorso ottobre, è un romanzo di Peter Clines, che dovreste già conoscere per EX-Supereroi VS Zombie ed EX2-Patrioti.

Clines mette da parte i suoi superumani (impegnati a salvare ciò che resta dell'umanità da orde di zombie affamati) per creare una storia decisamente diversa, in cui l'Apocalisse si avvicina in punta di piedi.

Il punto di forza di 14 è il cast di personaggi, composto da individui unici e ben delineati. 
Nate, diventato suo malgrado leader di una "Scooby Gang" impegnata a svelare i segreti del palazzo Kavach, è un ragazzo come un altro che funge da punto di riferimento per il lettore, ma il resto della banda è molto interessante (su tutti Xeela, la sexy artista dai capelli turchini) e i dialoghi tra i vari personaggi sono fantastici, oltre che credibili. 

Inoltre la gang agisce con criterio e preparazione, a differenza di troppi protagonisti horror che, messi di fronte a scenari del genere, finiscono malissimo a causa della loro idiozia.

Il libro viene paragonato alla serie Tv LOST , e anche se il confronto scricchiola un pochino, diciamo che il Kavach Building è effettivamente colmo di segreti, misteri inspiegabili e tracce di cospirazioni antiche.
Le equazioni e i codici numerici nascosti tra le pareti aiutano a formare l'associazione mentale, in effetti.


Il romanzo di Clines ha sicuramente più in comune con le atmosfere inquietanti de Ai Confini della Realtà,  ma l'aspetto su cui non si insiste abbastanza è che 14 è a tutti gli effetti un romanzo Lovecraftiano.
Eh, già.

Non lo direste mai cosa si nasconde dietro a quella porta col numero 14, ma posso anticiparvi che non è piacevole.
(Immagine esplicita creata dal sottoscritto. IL MONDO DEVE SAPERE!)


Oltre ad essere un thriller soprannaturale con un ottimo cast 14 può anche fungere da punto di accesso per tutti i lettori che vorrebbero approcciarsi in maniera "soft" e contemporanea ai Miti di Cthulhu e alle atmosfere aliene di Lovecraft.

Tutti coloro che si aspettano orrore angosciante e scene splatter- mi dispiace, questo non è il libro per voi. 
Detto questo, sono sicuro che nelle mani giuste 14 diventerebbe (diventerà?) un fantastico blockbuster.
Gli ingredienti ci sono tutti.

Non posso che consigliarlo caldamente, insieme alla serie EX, arrivata a quattro romanzi (due pubblicati in Italia) di cui parleremo presto.



giovedì 20 novembre 2014

Dal Cinema al Piccolo Schermo: 10 Serie TV in Arrivo



Vi piace il cinema? Avete nostalgia di un certo film e vorreste vederlo spalmato lungo svariate stagioni sul piccolo schermo? SIETE FORTUNATI!
I network televisivi americani sono freneticamente a caccia di pellicole da adattare in nuovi, freschissimi show per la streaming generation!
Ora non dovete più perdere il sonno per remake e reboot sul grande schermo: anche il vostro televisore si unirà alla festa!

Se fino a pochi anni fa la tendenza era nettamente inversa (serie TV storiche che venivano adattate in film più o meno scrausi- vedi A-Team, Charlie's Angels, Miami Vice, l'orrendo Avatar: The Last Airbender, l'esilarante 21 Jump Street) ora ci troviamo di fronte a 

1) Un progressivo trasferimento di talenti dalla Settima Arte verso pascoli più verdi: sceneggiatori, registi, costumisti, artisti, produttori, tecnici vari, perfino star;

2) Una necessità sempre più urgente di trovare qualcosa che faccia presa sul pubblico; lanciare nuove serie è difficile (a volte perfino nonostante l'effettiva qualità, viste le regole bizantine che regolano i network), quindi si punta su brand riconoscibili- ergo, film già usciti in passato da riadattare.




Niente di nuovo sotto il sole, visto che abbiamo già in circolazione serie come Hannibal, Bates Motel e From Dusk Till Dawn; ma deve essere stato l'ottimo Fargo, tratto dall'omonimo film dei Fratelli Cohen, a far capire ai network che sì, proseguire lungo questa strada può portare a fantastici risultati.

Ecco spiegata la vera e propria invasione di serie basate su pellicole più o meno datate: per ora ne conosciamo circa 30, tutti a vari livelli di realizzazione. Whoa.

I titoli includono... ehm, capolavori come Quel Mostro di Suocera, scelte curiose come Big con Tom Hanks o Io & Marley, e pezzi da novanta come Terminator.

Non ve li elencherò uno per uno (trovate una lista aggiornata costantemente qui), ma mi limiterò a parlare di quelli che più mi incuriosiscono.
(Ho detto incuriosiscono, che non vuol necessariamente dire "attirano"...)

RESIDENT EVIL


Siamo tutti d'accordo nell'affermare che la serie di film di Paul W.S. Anderson e Milla Jovovich è una cafonata ruffiana che non c'entra nulla con l'omonima serie di videogiochi?
Bravi. 
La Sony concorderebbe, ma è troppo impegnata a nuotare tra i milioni incassati dalla saga.
Resident Evil: Final Chapter è ancora in lavorazione a causa della gravidanza della Jovovich, e la serie TV (spin-off o remake che sia) uscirà solo dopo il film. 
Ma per ora è tutto molto nebuloso.
Speriamo che stavolta si riesca a vedere qualcosa di più simile alla serie Capcom, anche se ne dubito.

UNDERWORLD


Underworld, storico rivale di Resident Evil della coppia Kate Beckinsale/Len Wiseman, si lancia contro il piccolo schermo per non sfigurare, forte della sua estetica presa di peso da The Matrix e della trama malamente rubata da Vampire: The Masquerade.
La serie sarà, a quanto pare, un remake e non un prosieguo della saga cinematografica- che continuerà comunque con altri due film in arrivo.
Nel caso non foste già completamente stufi di vampiri e licantropi.
Ma ehi, questi vestono in latex!

TERMINATOR


Ma come, e The Sarah Connor Chronicles? Non conta?
Parlare del franchise di Terminator è ormai talmente complicato che non saprei da dove cominciare.
In breve: come già saprete nel 2015 uscirà Terminator Genisys, quinto capitolo della saga, che andrò a vedere solo per la presenza di Emilia Clarke e Matt Smith.

Nel frattempo Annapurna Pictures sta sviluppando una serie tie-in, à la Agents of SHIELD, direttamente collegata al nuovo film e all'originale di James Cameron.
Mah.

ASH VS EVIL DEAD


GROOVY!
Dopo annunci e smentite che parlavano di un nuovo franchise/crossover da portare avanti dopo il decente remake de La Casa (recensito QUI) Sam Raimi ha svelato di aver stretto un accordo con Starz per realizzare un sequel televisivo per il mitico L'Armata delle Tenebre.

Ash VS. Evil Dead sarà composta da dieci episodi da 30 minuti ciascuno, avrà per protagonista Bruce Campbell (hail to the king, baby!) e sfoggerà naturalmente lo humor sanguinaccio che tanto amiamo.
Il pilot verrà diretto da Raimi in persona.
Ho solo una richiesta: non è che per caso possiamo riavere Jane Levy? Pleeeeeease?

WESTWORLD


Prima dei dinosauri, i robot.
Westworld- Il Mondo dei Robot è un classico della fantascienza scritto e diretto da Michael Chrichton nel 1973, e racconta di un parco a tema con robot che vanno fuori di testa.

Il pilot è stato girato quest'estate per HBO, producono JJ Abrams e Jonathan Nolan (che ha anche diretto il primo episodio), e il cast comprende Anthony Hopkins, James Marsden, Evan Rachel Wood e Ed Harris.
Promette bene? Promette bene.


MINORITY REPORT


Sviluppata da 20th Century Fox per Amblin Television e sceneggiata da Max Borenstein (Godzilla), Minority Report sarà un sequel dell'omonimo film di Steven Spielberg del 2002.

Niente Tom Cruise, ovvio, ma la storia riprenderà 10 anni dopo gli eventi della pellicola, con un precog e una detective disillusa (il contrario del film, in pratica) uniti per risolvere i misteri della Washington del 2064.

Sembra ottimo, anche se quando Spielberg si avvicina alla TV non sempre i risultati sono buoni (Terranova, anyone?). Il pilot, comunque, vedrà la luce molto presto.


THE TRUMAN SHOW


Il film di Peter Weir del 1998 è un classico per svariati motivi, tra i quali campeggia un Jim Carrey fantastico.
Un'implacabile analisi dell'invadenza televisiva anni prima dell'arrivo del Grande Fratello, che forse non ha lo stesso mordente 16 anni dopo ma che non smette di affascinare.

Paramount spera di ricatturare la stessa atmosfera con una serie Tv: difficile, dato che non avrebbe senso tirare per le lunghe la fuga del protagonista dal suo reality/prigione... a meno che la serie non esplori anche cosa succede dopo, il che sarebbe davvero interessante.


SCREAM


L'omonimo film di Wes Craven (con annessi sequel) ha decostruito e rilanciato lo stantio genere slasher negli anni '90 con ironia e continui colpi di gomito agli spettatori.
Il futuro della serie al cinema, a causa di incassi sempre più bassi, è molto dubbio, ma il piccolo schermo è più che disponibile ad accogliere la creatura di Craven.

Attenzione: la serie NON sarà incentrata su Ghostface, a causa di problemi di diritti per l'uso della celebre maschera bianca. A meno di sorprese dell'ultimo minuto, la serie userà maschere "alternative" per i suoi killer.

Il pilot, diretto da Jamie Travis è già pronto, e la serie di dieci episodi vedrà la luce su MTV nell'ottobre 2015.


SHUTTER ISLAND


Tratta dall'omonimo thriller psicologico di Martin Scorsese con protagonista Leonardo di Caprio, a sua volta tratto dal romanzo di Dennis Lehane, questa serie sarà co-prodotta da HBO e Paramount.
Titolo provvisorio: Ashecliffe, proprio come l'ospedale psichiatrico al centro della vicenda.

Niente di Caprio, ma Scorsese potrebbe dirigere il pilot, scritto da Lehane. I nomi coinvolti fanno ben sperare!

12 MONKEYS


L'Esercito delle 12 Scimmie (Terry Gilliam, 1995) è uno dei miei film preferiti in assoluto.
Ecco perchè spero con tutte le mie forze che 12 Monkeys, serie prodotta da SyFy, renda giustizia al capolavoro originale con Brad Pitt, Madeline Stowe e Bruce Willis.

Viaggi nel tempo, futuri distopici, cospirazioni, virus mortali; gli ingredienti per qualcosa di esplosivo ci sono. Tutti e 13 gli episodi sono pronti, la serie partirà da gennaio 2015.
Dita incrociatissime...




Queste sono le dieci serie che in un modo o nell'altro mi incuriosiscono di più. 
Ci sarebbero anche versioni televisive di L'Avvocato del Diavolo, Limitless, Rush Hour, Piovono Polpette e Frequency insieme a scelte più opinabili come Big, Piccola Peste, Quel Mostro di Suocera e Shooter...

Ma mai dire mai. La TV è una giungla, e chissà quali tra queste serie vedranno effettivamente la luce... o arriveranno ad essere rinnovate.

Voi che dite?

lunedì 17 novembre 2014

venerdì 14 novembre 2014

Recensione: Interstellar


Si, lo so che chiunque (e pure il suo cane) sta parlando di Interstellar al momento, e che le recensioni in generale sono ormai decisamente sopravvalutate, ma io SO che nel profondo dei vostri cuori volete sapere cosa ne penso.
Quindi partiamo dalle basi essenziali.
Interstellar è il nono film di Christopher Nolan, è una space-opera, e dura circa tre ore.
Questo è tutto ciò che dovete sapere prima di entrare in sala, il resto è solo contorno.

Se amate la fantascienza vasta di film come 2001 Odissea nello Spazio, Solaris o Contact vi troverete perfettamente a vostro agio durante la visione, divagazioni psichedeliche incluse.


Come da tradizione nolaniana, il film è tecnicamente perfetto.
La fotografia è spettacolare, e la meraviglia evocata da pianeti, wormholes e sterminate distese di stelle val bene il prezzo del biglietto, così come la triste Terra quasi senza vita del prossimo futuro.
La colonna sonora dell'immancabile Hans Zimmer è incredibile.
Il cast pure, soprattutto Matthew McConaughey che da un paio d'anni sta vivendo un autentico Rinascimento. 
Ma anche Jessica Chastain, Michael Caine, Anne Hathaway e quel mattacchione di Matt Damon fanno la loro figura.
Pollici in su anche per la piccola Mackenzie Foy.

Per la gioia di tutti i fan della Scienza Fatta Bene Christopher e Jonathan Nolan si sono avvalsi del supporto del fisico Kip Thorne... ma oltre a simpatiche teorie su relatività, buchi neri e viaggi interstellari troverete anche molta fuffa. 
Roba da Quinto Elemento, e là le sparavano grosse apposta.



Ma non siamo qui per giudicare la correttezza scientifica totale e globale del film, che giustamente deve anche andare incontro alle platee più disparate e non trasformarsi in una docufiction sulla NASA. 
Interstellar è senza ombra di dubbio il film più ambizioso di Nolan, anche più di Inception, che già mirava molto in alto.
Con la differenza che Inception, pur con tutte le sue macchinosità oniriche, è decisamente superiore a questo nuovo arrivo.
Interstellar unisce il fascino della space opera ad un melodramma sulla famiglia, sul sacrificio e sull'amore- e poi dicono che Nolan è freddino!- ma il risultato finale è "solo" buono.
La prima metà del film è incredibile, e promette benissimo...ma poi qualcosa si inceppa.



Appesantito da spiegoni e strampalate teorie pseudoscientifiche, Interstellar alla fine non colpisce come dovrebbe e risulta più un blockbuster telefonatissimo che una space opera rivoluzionaria.
C'è cuore, certo, ma è sparso un pò dappertutto, e il messaggio "omnia vincit amor" stride non poco con l'aspetto sci-fi tanto sbandierato.

Tuttavia, si tratta comunque di un film da non perdere.
Fotografia, cast, effetti speciali e ambizione sono assolutamente titanici, e va detto che film di questo spessore- anche se mancano il bersaglio- non se ne vedono molti oggigiorno.

Se serve una conferma dell'effettivo potere di Nolan, che può permettersi di girare ciò che vuole (un pò come Spielberg o Tarantino) Interstellar è ciò che vi serve.
E nonostante non sia il CAPOLAVORO che i fanboys volevano, spazza lo stesso il pavimento con la concorrenza sci-fi.

A parte Guardiani della Galassia, ovvio.


"According to the gas chromatograph, the secret ingredient is... love?!? Who's been screwing with this thing?"

lunedì 10 novembre 2014

10 Critici Improvvisati che Infestano i Social Network: Guida per Spettatori Confusi


Recensire film è un lavoro duro.
Talmente duro che, a giudicare da quanto si legge per i vari social network, tutti sono in grado di farlo con estrema semplicità.
Certo, la Rete è un non-luogo infarcito di ogni genere di opinione e verità (più o meno accurate), però fa tenerezza vedere quanti critici della domenica sentano l'impellente bisogno di sbandierare le proprie opinioni in materia cinematografica... e non solo.
E' inevitabile, dato che guardare un film richiede poco tempo e la nostra cultura ci ha insegnato che basta poco per diventare esperti mondiali senza aver studiato.

Il dialogo civile tra appassionati e/o esperti, che dovrebbe essere il fine ultimo di ogni comunità online, lascia spesso il passo ad una sfilza di Vere Verità (Tm) imbracciate come scudi e ripetute a raffica da certi individui che, visto il loro comportamento online, dubito abbiano vite soddisfacenti al di là dello schermo.


Voi sapete quanto io apprezzi il dialogo costruttivo e civile. 
The Walking Dead mi fa tanto ridere! A voi piace? Fantastico!
Vi piacciono i Transformers di Michael Bay? A me no! Hahaha! 
Ma amici come prima, giusto?
Ebbene, certi tipacci non la pensano allo stesso modo: voi avete torto, e ve lo faranno capire percuotendovi la testa coi loro slogan per ore e ore.
Voi penserete, è solo un malinteso, mi sono spiegato male, riformulo.
Non servirà.

Che lo facciano apposta (troll) o senza rendersi conto di quanto siano fastidiosi (testedegazzo) questi sordidi individui esistono, infestano i vostri social, e vi faranno digerire male la cena.
Per aiutarvi ad individuarli e ad evitarli, se possibile (ricordate: ignorateli e se ne andranno) ho stilato questa pratica lista.

IL NEUROCHIRURGO


Frase Tormentone: "Va visto a cervello spento".

Comportamento: I Neurochirurghi conoscono il modo migliore per apprezzare ogni tipo di film.
Basta "spegnere il cervello" e non farsi domande. 
Per loro esistono due tipi di cinema:  Fracassone e Sfrangimaroni.
La categoria Fracassona include di tutto, da Guerre Stellari a Transformers: un mucchio indistinto di blockbuster, commedie e ciofeche.
Ciò che resta, soprattutto se sottotitolato in norvegese o simili, è Sfrangimaroni.

Ogni tentativo di dialogo o critica si concluderà inevitabilmente col solito consiglio: spegnere il cervello e godersi il film Fracassone, chè tanto è solo roba da intrattenimento.
Perchè cercare di recensire approfonditamente (in maniera negativa o positiva) una pellicola?
Se volete criticare o trovare difetti a tutti i costi guardate uno Sfrangimaroni, no?

IL PURISTA


Frase Tormentone: "Il libro era meglio".

Comportamento: Libri e film sono due bestie molto diverse, quindi è inevitabile che ogni trasposizione venga modificata in qualche modo per il grande schermo. 
Lo stesso vale per fumetti, videogiochi, spettacoli teatrali, etc.
La gente normale lo capisce e si comporta di conseguenza, ma per il Purista la semplice idea che il suo libro preferito verrà adattato per il cinema è un sacrilegio.

Dov'è il personaggio X? Perchè non è successo Y? Come possono pensare di non girare QUELLA scena?
Il Purista boicotterà dunque l'adattamento con ogni mezzo, e nel caso di una Certa Serie di Troni, ad esempio, provvederà a seminare spoiler per rovinare l'esperienza a tutti coloro che hanno osato NON leggere l'opera originale. Che soffrano, quei cretini ignoranti.

L'ANTICAPITALISTA


Frase Tormentone: "Ormai i film sono fatti solo per far soldi."

Comportamento: L'Anticapitalista ha problemi ad afferrare il concetto di "show business".
Certo, studios e multinazionali ogni tanto se ne escono con pratiche poco pulite a scapito della qualità dei loro prodotti (coff coff-3D-coff coff), ma per l'Anticapitalista generalizzare è importante.
Ogni film hollywoodiano di ogni tipo è un attentato al portafogli degli spettatori, la Crisi incarnata, e uno squallido esempio di avidità delle corporation.

Non come una volta, quando i film si facevano solo per sfizio, i produttori erano onesti e qua era tutta campagna.
L'Anticapitalista ha anche problemi a concepire che dietro ad un film non c'è un grosso blob di nome Hollywood, ma un lungo elenco di persone che hanno lavorato (e guadagnato) grazie alla pellicola.

IL PIRATA


Frase Tormentone: "Tanto guadagnano già abbastanza".

Comportamento: Alzi la mano chi non ha mai piratato nulla. Musica, film, fumetti, videogames.
Siamo tutti colpevoli.
Ma per il Pirata è una questione di principio.
Possibile evoluzione dell'Anticapitalista, il Pirata combatte Hollywood nel modo più sensato possibile- scaricando a ufo ogni film possibile e immaginabile, "perchè tanto guadagnano già abbastanza".

Forte del suo inalienabile diritto ad essere intrattenuto, questo manigoldo del Web prende ciò che gli spetta, si lamenta quando lo ottiene immediatamente (fatevi un giro e due risate nella sezione commenti dei siti di streaming) e dileggia tutti coloro che pagano soldi veri per andare al cinema o simili. Poveri, poveri stolti.
(Il fatto di non aver sborsato manco un centesimo non impedisce loro di pretendere totale obbedienza in ogni discussione, ovviamente). 

L'ANZIANO


Frase Tormentone: "Ormai fanno solo sequel o remake, non c'è più originalità".

Comportamento: L'Anziano non è necessariamente vecchio, ma perdiana! E' pronto a far capire a voi giovincelli che i film che guardate oggigiorno sono fuffa.
Fuffa rimasticata e vomitata, insapore, un pallido ricordo dei Film di Una Volta.
Una volta i film erano Originali, Ben Fatti, e Perfetti, non come adesso.
Tutto è già stato fatto Prima e Meglio, ogni storia è la stessa.
Adesso Hollywood sforna solo film fatti con lo stampino, e i remake sono dappertutto!

Da un certo punto di vista ha ragione: Hollywood è una fabbrica di sequel-reboot-remakes, oggi più che mai, ma non è certo uno sviluppo recente.
Le trame sono uguali nella struttura e diverse solo nei colori, ma succede fin dai tempi di Omero.
Le corbellerie come il 3D? Roba vecchia anche quella.
E l'originalità? Eh, chiedete a Dracula, tanto per fare un esempio.
Ma all'Anziano non importa. L'Anziano vive nel passato, e guai a contraddirlo.


IL FANBOY


Frase Tormentone: "Quentin Tarantino è l'unico vero Regista."

Comportamento: Il Fanboy, come ben sapete, tende ad essere piuttosto fanatico quando si tratta del suo Idolo. 
Il Fanboy cinematografico è estremamente protettivo nei confronti del suo Regista, ed è pronto a punire ogni infedele con ferocissimi attacchi.

Quentin Tarantino ha inventato il pulp.
Christopher Nolan non può sbagliare.
Joss Whedon è un Dio.
Contradditelo, e assaggiate la sua verbosissima furia!
(Concordare in maniera poco decisa può avere lo stesso effetto- possono annusare i vostri dubbi o la mancanza di fede cieca).

L'INDOVINO


Frase Tormentone: "Non ho bisogno di vedere quel film per sapere che farà schifo".

Comportamento: L'Indovino Sa.
Voi poveri mortali non avete La Luccicanza, e quindi non potete Scorgere il Futuro.
Ma l'Indovino può, e ve lo farà sapere.
Vi spiegherà perchè un dato film farà schifo, sulla base delle misere informazioni in suo possesso e a quattro anni dall'uscita, o perchè una determinata scelta di casting (specie se si tratta di Batman) si rivelerà disastrosa.

Non potete ribattere: è scritto nelle stelle. 
Rassegnatevi, Batfleck farà schifo.
Così come hanno fatto schifo Michael Keaton, Christian Bale, Heath Ledger, Jennifer Lawrence, Daniel Craig...


LA VITTIMA


Frase Tormentone: "Mi hanno stuprato l'infanzia!"

Comportamento: La Vittima prende molto sul personale le decisioni di Hollywood. 
Ogni remake, ogni sequel fuori tempo massimo, ogni reboot è un attacco diretto al cuore della Vittima, spesso paragonato- assolutamente senza esagerare, eh- ad uno stupro.

Perchè a quanto pare gli studios hanno il potere di rovinare retroattivamente ogni memoria ed esperienza della Vittima, riducendola ad un guscio vuoto senza nulla per cui vivere nel processo.
Transformers, Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo, Star Wars Episodio VII, Le Tartarughe Ninja... a prescindere dall'effettiva qualità del prodotto, l'infanzia è comunque perduta per sempre, e se voi MOSTRI non riuscite a capirlo, allora siete parte del problema.


IL DETECTIVE


Frase Tormentone: "Di sicuro non ve ne siete accorti, ma..."

Comportamento: Il Detective è molto più di un critico: è un segugio, pronto a setacciare ogni singolo fotogramma in cerca di easter eggs, significati nascosti, camei, citazioni ed errori.
E non lo fa per divertimento, no: la sua è una sacra missione. 
Svelare la Verità agli occhi delle pecore distratte è un lavoro duro, ma qualcuno lo dovrà pur fare.

Poco importa se le sue scoperte sono fatti risaputi da tempo, o se il sottotesto omoerotico in Batman & Robin non interessa a nessuno, o se guardare Kill Bill senza sapere cosa c'è scritto sotto le scarpe di Beatrix Kiddo è perfettamente fattibile.
Non è colpa vostra, siete nati poco attenti, ma per fortuna c'è il Detective ad aiutarvi!


IL COMPLOTTISTA



Frase Tormentone: "SVEGLIA!!!1!"

Comportamento: Possibile evoluzione del Detective o dell'Anticapitalista, il Complottista ci tiene a farvi sapere che dietro all'innocuo cartone animato che state guardando si nasconde un messaggio satanico.
Oppure che 300 è davvero propaganda militaristica, che Il Cavaliere Oscuro- Il Ritorno è il film di Occupy Wall Street, o che La Compagnia dell'Anello è apologia del Nazismo.

Voi pecoroni non riuscite a capire, storditi come siete da scie chimiche e conservanti, ma il Complottista vede OLTRE lo schermo- e ciò che vede non è piacevole, nossignore.

Forse c'è un fondo di verità dietro alle sue strampalate teorie, ma il modo in cui salta alle conclusioni non da molta fiducia.


BONUS: IL NICHILISTA


Frase Tormentone: "Quel film è merda".

Comportamento: Tutto è merda, per il nichilista.
Tutto ciò che è, che è stato e che sarà.
Sopravvalutato, inutile, da buttare, e sempre e comunque merda.
Il Padrino è merda.
The Avengers è merda.
La Dolce Vita è merda.
Michael Bay è merda. (E' vero).
La sua intensa coprofilia indica un'età compresa tra gli 8 e i 13 anni, ma potreste essere sorpresi.
In ogni caso, ribattere sarà inutile.



Avere opinioni non è sbagliato, anche se si tratta "solo" di film.
E' quando quelle opinioni diventano un disco rotto e tagliente, che bisogna preoccuparsi.
Quando allo specchio si vede riflessa l'immagine di un Nichilista, o di un Neurochirurgo, o simili.
Voi che ne pensate? 
Avete altri Critici Improvvisati da aggiungere?
Vi ho forse offeso?
Magari vi piace pure After Earth?
Fatemi sapere, Cari Lettori, orsù.

martedì 4 novembre 2014

Il Silmarillion al Cinema: una Missione Impossibile?


L'ultimo film della Trilogia de lo Hobbit, La Battaglia delle Cinque Armate, uscirà il 17 dicembre 2014 (anche in Italia, si).
E' la fine della saga di Bilbo Baggins, e la conclusione di una bizzarra avventura fatta di ritardi, denunce, rischi di cancellazione e stramberie assortite, costata IL TRIPLO della precedente trilogia.

Vi ricordate quando doveva essere Guillermo del Toro a dirigere le due parti de Lo Hobbit? Bei tempi.
Il povero Peter Jackson, per salvare la baracca, ha dovuto tornare dietro alla macchina da presa- e leggendo tra le righe non è che sia stato poi così entusiasta. Si scherza, ma anche no.


In ogni caso, è finita. La Battaglia delle Cinque Armate sarà l'ultimo film basato sulla Terra di Mezzo, salvo eventuali remake fra 50-100 anni.
Giusto?
Beh, tecnicamente si.
Eppure cominciano già a rispuntare come funghi rumors e speranze per una trasposizione sul grande schermo de Il Silmarillion, colossale opera in cinque parti pubblicata nel 1977, dopo la morte di J.R.R. Tolkien, grazie al certosino lavoro del figlio Christopher.

In parole povere ed estremamente riduttive, è un prequel (che sfora nel sequel nelle ultime pagine) de Lo Hobbit e del Signore degli Anelli.
Gioia e tripudio! Quindi basta solo raccogliere i fondi e incatenare Jackson dietro alla MdP per i prossimi 10-15 anni, giusto?
Ehm...


La faccenda non è così semplice, per molteplici motivi.
Partiamo dai diritti, ovvero la questione più spinosa.
Come ampiamente spiegato in questo articolo, Tolkien vendette i diritti per lo sfruttamento cinematografico (e relativo merchandising, anche se all'epoca non era così importante) de Il Signore degli Anelli e de Lo Hobbit alla United Artists nel 1969, per la modica cifra di £ 100.000.

Non si trattò di una decisione presa alla leggera, ma compiuta per garantire ulteriori sicurezze economiche alla famiglia.
In ogni caso, Tolkien morì quattro anni dopo senza mai vedere le sue creature sul grande schermo.
I diritti passarono al produttore Saul Zaentz nel 1976, creatore della Middle-earth Enterprises; nel 1977 uscì Lo Hobbit diretto e prodotto da Jules Bass e Arthur Rankin Jr, nel 1978 Il Signore degli Anelli prodotto da Saentz e diretto da Ralph Bakshi, entrambi film d'animazione.

Nel 1980 il duo Bass/Rankin produce il terzo film della "trilogia", The Return of the King, che conclude malamente le avventure animate di Frodo & Co.

I diritti del Signore degli Anelli se ne stettero poi tranquilli e indisturbati, fino alla fine degli anni '90... il resto lo sapete.



Il Silmarillion, come dicevo poco fa, venne pubblicato postumo grazie a Christopher Tolkien e all'autore fantasy Guy Gavriel Kay: i diritti per la trasposizione cinematografica NON sono inclusi nel pacchetto LOTR+ Hobbit, ma sono custoditi dal Tolkien Estate, ente legale che protegge gli interessi dei discendenti dell'autore inglese e della sua eredità (finanziaria e culturale).

Il copyright per l'opera, inoltre, è legato indissolubilmente a Christopher, non al padre, il che significa che Il Silmarillion diventerà di dominio pubblico- secondo le leggi vigenti- a 70 anni dalla morte del figlio dell'autore, non dell'autore stesso.
Quindi se stavate aspettando il 2043 per realizzare la vostra personale versione del libro con l'Iphone e i costumi avanzati dalla fiera rinascimentale cascate malissimo.


Ma quindi basterebbe chiedere gentilmente e/o inondare Christopher e l'Estate di dollaroni, no? Voglio dire, i sei film di Jackson sono costati un sacco, ma hanno anche guadagnato centinaia di milioni di dollari!

Peccato che Christopher non sia un fan dei film di Jackson, e che le continue dispute finanziarie che hanno coinvolto Tolkien, Warner Bros, New Line Cinema, Harper Collins e Jackson non abbiano contribuito ad alleggerire l'atmosfera, anzi.

Il mancato pagamento delle royalties all'Estate e ad Harper Collins da parte della New Line, con conseguente botta e risposta di denunce e ire funeste, fu la principale causa dei ritardi de Lo Hobbit, ritardi che fecero lievitare il budget, scappare del Toro, triplicare il film e che condannarono Jackson (anche lui impegnato a farsi pagare dalla maledetta New Line) ad un ritorno non richiesto alla regia del progetto.

E questa è solo la punta dell'iceberg! Quei diritti non andranno da nessuna parte, salvo eventi apocalittici.
E' un peccato che un'opera di fantasia creata per affascinare i lettori sia diventata il fulcro di una squallida serie di battaglie legali, ma che ci volete fare, i soldi sono soldi.


Ma questo non ferma di certo le macchinazioni dei fan. 
Dopotutto stiamo parlando de Il Signore degli Anelli, che può anche non piacere a tutti, specie ai puristi dell'opera originale, ma che ha cambiato la storia della Settima Arte.
C'è il cinema pre-Signore, e quello post, e su questo non accetto discussioni.

Un trittico di romanzi giudicati infilmabili, troppo ambiziosi, che hanno generato il Guerre Stellari della mia generazione, mostrando cosa si può fare coi giusti mezzi e le giuste idee.
Un kolossal epico, con un cast imponente, effetti speciali incredibili e una colonna sonora leggendaria.
Ha anche arricchito la Nuova Zelanda, prima di allora famosa principalmente per essere un paese estremamente isolato e pieno di pecore.

Scherzi a parte, la Terra di Mezzo ha cambiato la pop culture e molte vite. Che male c'è a volerne di più?


Supponiamo che i diritti diventino disponibili.
Warner Bros ha FAME di nuove saghe redditizie da portare al cinema, e puntare sulla Terra di Mezzo è una scommessa sicurissima.
Il Silmarillion ha abbastanza materiale per creare non una, ma anche due trilogie.
Ma anche se diventasse possibile, non credo (o almeno, non mi auguro) che Peter Jackson tornerà a dirigere.
Guardatelo: è sfinito. L'hobbit pacioccone che sgambettava per il set della prima trilogia è solo un ricordo.

Potete anche non amare i suoi film e disapprovare le sue scelte in termini di storia o personaggi, ma per amore dei fan (e si, del vil denaro, se proprio volete essere precisini) si è rituffato in un vortice di stress e malanni per sfornare i tre Hobbit.

Non gli sto esattamente augurando la pensione anticipata, ma credo che un buon 5-10 anni di relax e progetti di basso profilo (ricordate Splatters e Braindead?) saranno più salutari di un nuovo girone infernale a base di elfi e orchi.
Dopotutto si era già limitato a fare da supervisore/produttore al fianco di del Toro per Lo Hobbit.


Quindi, anche se miracolosamente WB dovesse mettere le mani sui diritti, non credo che PJ tornerebbe in sella.
Ma potrei essere smentito, sia per la questione dei diritti che per la regia di Jackson.

Dopotutto c'è chi è molto più ottimista di me, come potete leggere in questo articolo su The One Ring.net o questa Top 10 su WhatCulture.
Effettivamente i motivi per realizzare il Silmarillion sono molteplici e le occasioni per creare qualcosa di davvero mozzafiato innumerevoli.

Il Silmarillion, per chi non lo sapesse, è una lunga cronaca delle origini della Terra di Mezzo, ed è popolato da miriadi di personaggi lungo migliaia e migliaia di anni di storia.

Una trilogia non basterebbe mai per raccontare tutto, e in ogni caso le vicende sono troppo disconnesse tra loro per dar vita ad un trittico di film con gli stessi protagonisti.


Parliamo di un'opera epica più affine al libro di storia che al romanzo tradizionale, con annessa cosmogonia e creazione della Terra, che si estende fino all'Apocalisse- qui più simile al Ragnarok nordico.
Eppure il libro di Tolkien ha un filo conduttore che potrebbe essere sfruttato, ovvero la storia dei Silmaril, tre leggendarie gemme create dall'elfo Feanor e rubate da Morkoth, Dio del Male e boss del nostro amato Sauron.
Il furto delle gemme spinge Feanor e i suoi seguaci ad abbandonare Valinor, la terra degli Dei, e a colonizzare la Terra di Mezzo.

La ricerca delle Gemme provoca fratture tra gli Elfi, scatena guerre che coinvolgono altre razze (nani e orchi) e dà vita a tragedie e leggende che arrivano fino alla Terza Era, quella che ormai conosciamo a menadito.


Basandosi sulla storia dei Silmaril e sul fatto che, nonostante la mole di informazioni scritte da Tolkien, c'è largo spazio per espandere e adattare personaggi e vicende, Warner Bros potrebbe dar vita a- tenetevi forte- un Universo Cinematografico della Terra di Mezzo, modellato sul Marvel Cinematic Universe, con una serie di pellicole legate tra loro da un filo conduttore comune- ma con personaggi e trame a sè stanti.

Lo so che puzza di commercialata da chilometri di distanza, e che siamo già stufi di questi Universi Cinematografici annunciati da chiunque a Hollywood, ma è l'unico modo per vedere Il Silmarillion al cinema.
Una trilogia, oltre a mancare di tempo tecnico per comprimere millenni di storia, non è il formato ideale per raccontare una storia di così ampio respiro.

L'alternativa potrebbe essere una serie Tv, ma siamo seri- il budget sarebbe astronomico
Anche per la HBO. 
E il problema sarebbe lo stesso: troppi personaggi sparsi per troppe ere, con troppe storie diverse da raccontare.


L'impalcatura dello Shared Universe sarebbe l'impostazione più sicura per la saga, con la possibilità di vedere cinque, sei, sette o più film basati sullo stesso libro, il sogno bagnato di ogni produttore.
Contate poi che la fanbase è già bella che pronta, oltre che affamata di nuove avventure, e il gioco è fatto.
Tra gli svariati motivi per cui sarebbe fantastico vedere Il Silmarillion sul grande schermo:

  • Finalmente vedremmo gli Elfi all'apice della loro potenza, e non il solito clichè di Razza Decaduta da Tempo. Gli Elfi del Silmarillion sono formidabili guerrieri dalle personalità molto più sfaccettate-amano, provano odio, rancore, e fanno anche sciocchezze dettate dall'orgoglio.
  • Le battaglie farebbero sembrare quella del Fosso di Helm o dei campi del Pelennor delle zuffe tra ragazzini. Parliamo di intere armate di Nani ed Elfi (e Uomini, da un certo punto in poi) contro orchi, troll, vampiri, draghi e DEMONI in abbondanza. Avete presente il Balrog? Immaginate un'intera truppa di giganti di fuoco in combattimento.
  • Più personaggi femminili in ruoli fondamentali: i personaggi di Arwen ed Eowyn sono stati notoriamente espansi da Jackson nei suoi film, e l'elfa Tauriel è stata inventata di sana pianta. Il Silmarillion è pieno di donzelle che scalciano culi e prendono nomi, inclusa la giovane Galadriel.

  • Morgoth, praticamente il Satana della Terra di Mezzo, è un nemico molto più formidabile di Sauron ed ha tutta un'altra presenza scenica... ma anche Sauron, nei suoi giorni di gloria prima della storiaccia degli Anelli, sarebbe interessante da vedere.
  • Gondolin, Nargothgrond, Menegroth, Valinor: i luoghi meravigliosi da esplorare non si contano, e farebbero bella figura sul grande schermo.
  • Il tono dei film sarebbe molto più maturo de Lo Hobbit, incastrato com'è tra la fiaba e la volontà di imitare il suo illustre predecessore. Parliamo di tragedie, scontri epici e storie d'amore immortali come quella di Beren e Luthien. (C'è anche un lupo colossale di nome Carcharoth, come in ogni love story che si rispetti).

  • Last but not least, sarebbe un'occasione d'oro per sbizzarrirsi con character designs e creature varie. E' inconcepibile pensare che Elfi, Nani e Orchi siano rimasti identici per decine di migliaia di anni, quindi perchè non creare costumi, armature e caratteristiche totalmente diverse dai vecchi film? The Silmarillion Project di Aaron Diaz, autore di Dresden Codak, è il miglior esempio in tal senso. Rifatevi gli occhi con la gallery.

Si tratterebbe dunque di un Signore degli Anelli all'ennesima potenza, con più creature, più battaglie epiche, storie di ampio respiro e potenzialità infinite, spalmato lungo una serie di film interconnessi ma allo stesso tempo semi-indipendenti tra loro.
Ha senso.
Si può fare.

Ma come ho spiegato prima, il destino sembra essere contrario al progetto, con grande rammarico dei milioni di fan della Terra di Mezzo.
E' una missione impossibile.
Tuttavia viviamo in un pazzo, pazzo mondo, in cui Star Wars torna al cinema grazie alla Disney e i fumetti di supereroi sono la nuova miniera d'oro.
Quindi, mai dire mai.
I diritti potrebbero diventare disponibili.
Jackson, del Toro, e altri registi potrebbero occuparsene.
Sarebbe magnifico, e molto, molto remunerativo.


Nel frattempo ci accontentiamo di vedere l'ultimo Hobbit al cinema, che (auspicabilmente) concluderà la nuova trilogia col botto e non con un tonfo.

Voi che ne pensate?
Vi piacerebbe una nuova avventura nella Terra di Mezzo o siete sazi?
Avete letto il Silmarillion? E' davvero infilmabile? Come lo portereste sul grande schermo?

[PS: Evitiamo i soliti discorsi lamentosi del tipo "rovinerebbe il libro". NIENTE può rovinare un libro. Libro e film sono due bestie diverse. Smettiamola con questi discorsi da pensionati. :D]