mercoledì 22 ottobre 2014

lunedì 20 ottobre 2014

Recensione: X-Men - Giorni di un Futuro Passato


A ben 14 anni dal primo X-Men e dopo ben cinque sequel/prequel il ciclo cinematografico dei mutanti Fox aveva urgentemente bisogno di una svecchiata, se non altro per proporre un universo narrativo coerente in modo competere col colosso Marvel e coi suoi supereroi. 

Il franchise X-Men non aveva mai avuto le idee chiare in tal senso, preferendo puntare sul sempre ottimo Hugh Jackman/Wolverine e alternando ottime idee (X-Men 2, X-Men First Class) a ciofeche da dimenticare (X-Men Origins: Wolverine, X-Men 3).

X-Men: Giorni di un Futuro Passato collega finalmente i due estremi X-Men e First Class, riporta in sella Bryan Singer, e si rifà apertamente ad una delle saghe più amate dei mutanti Marvel, creata da Chris Claremont, John Byrne e Terry Austlin nel 1981.



Il mondo di Giorni di un Futuro Passato è dominato dalle terribili Sentinelle, automi anti-mutante che hanno finito per sterminare ogni essere dotato di poteri e schiavizzato il resto dell'umanità. Per impedire che questo futuro si verifichi Wolverine viene inviato nel passato, nel 1973, per impedire che un evento cruciale per la storia abbia luogo.


Giorni di un Futuro Passato mescola abilmente tutto ciò che c'è di buono nella saga, tra interpreti strepitosi (Jackman, Lawrence, Fassbender, McAvoy,McKellen,Stewart), umorismo, azione, fanservice, premesse assurde tipiche dei fumetti, ma anche momenti pregni di pathos e autentiche sorprese (nessuno avrebbe scommesso due lire su Quicksilver, e invece... ora tocca a te, Marvel).
Singer è tornato in forma, dopo il floppone del Cacciatore di Giganti. Meno male!


A conti fatti si tratta di un film solido che parla di speranza e redenzione senza risultare stucchevole, e che dà agli spettatori esattamente ciò che si aspettano aprendo la strada a infinite possibilità.
Probabilmente il miglior episodio della saga, a parimerito con X-Men 2 per quanto mi riguarda.
Soprattutto perchè, grazie al potere dei paradossi temporali, ha di fatto eliminato dalla continuity l'immondo X-Men: Last Stand insieme a tutto il resto.
Sono piccole vittorie.


Cosa possiamo aspettarci ora che il franchise è stato, diciamo, rebootato?
La continuity degli X-Men resta un groviera, quindi i prossimi film dovranno andarci piano oppure premere di nuovo il pulsante "Cancella Tutto", ma se non altro Apocalypse, previsto per il 2016 sempre per la regia di Singer, promette grandi cose e un grande villain.
Chi vivrà vedrà... nel frattempo la saga dei Mutanti Fox è risorta dalle sue ceneri, come una Fenice.
(Hohoho!)

Voi che ne pensate? Riuscirà Fox a competere col Marvel Cinematic Universe?
Qual'è il vostro film di X-Men preferito?

sabato 18 ottobre 2014

I Libri del Goblin: Boilerplate - History's Mechanical Marvel


1893: il geniale inventore americano Archibald Campion, disgustato dallo spreco di vite umane perpetrato dalle guerre e dai conflitti che imperversano per il globo, decide di risolvere la questione alla radice. 

Con l'aiuto dei suoi amici e sodali Edward Fullerton e Nikola Tesla Campion realizza il primo vero robot autonomo della storia, un invincibile uomo di metallo il cui unico scopo è "prevenire le morti degli uomini nei conflitti tra nazioni".

Nel corso dell'Esposizione Colombiana di Chicago, in un momento storico in cui elettricità e acciaio promettono un futuro radioso, l'automa Boilerplate viene presentato al pubblico.



Il volume realizzato dalla coppia marito/moglie Paul Guinan e Anina Bennett racconta i 25 anni di avventure vissute da Campion e dal suo automa e di come la loro presenza abbia influenzato gli eventi storici dell'epoca. 

Potenziato da un'avveniristica fonte di energia interna e dotato di pensiero indipendente, oltre che di buon cuore, Boilerplate ha girato il mondo e incontrato numerosi personaggi storici prima di scomparire misteriosamente alla fine della Grande Guerra.


La crisi economica del 1893 e le rivolte di Chicago: la febbre dell'oro e la migrazione di massa verso il Klondike; le spedizioni al Polo Sud; gli scavi archeologici in Egitto e la guerra in Sudan; l'apertura del Canale di Panama e la guerra ispano-americana; la ribellione dei Boxer e la guerra russo-giapponese; e poi ancora incontri con personaggi del calibro di Mark Twain, Teddy Roosevelt, Lawrence d'Arabia, Black Jack Pershing e Pancho Villa.

Boilerplate, anche se ormai dimenticato dal mondo, ha lasciato un'indelebile impronta sulla storia e sulla nostra pop culture.
Un'autentica anomalia, il cui segreto è andato perduto per sempre...




Si tratta, ovviamente, di un'opera di fantasia, ma la cura riposta da Guinan e Bennett nell'inserire il loro automa negli eventi del XIX e XX secolo è incredibile. 

Grazie ad un sapiente uso di Photoshop e a una meticolosa opera di ricerca Boilerplate compare in moltissime immagini- e l'effetto è incredibilmente realistico! 

Boilerplate: History's Mechanical Marvel è un fantastico coffee table book in grado di insegnare la storia in maniera innovativa, ma anche di stuzzicare la fantasia degli amanti del genere steampunk e delle alternative histories.




Fun fact: il progetto Boilerplate è nato sul web nel 2000, e un sacco di gente aveva davvero creduto nell'esistenza dell'incredibile automa americano.

Fun fact 2: un adattamento cinematografico di Boilerplate, prodotto da Paramount e dalla Bad Robot di JJ Abrams, è attualmente in lavorazione.
L'annuncio risale al 2010, e ancora non si hanno notizie certe, ma prima o poi potremmo davvero assistere alle avventure di Campion e del suo automa sul grande schermo.

Potete (ovviamente) trovare Boilerplate su Amazon, insieme al prequel/spin-off realizzato sempre da Guinan e Bennett, Frank Reade: Adventures in the Age of Invention, che narra le incredibili avventure di una stirpe di inventori ed esploratori in perfetto stile steampunk.
Ne parleremo.


lunedì 13 ottobre 2014

Recensione: Edge of Tomorrow (Live, Die, Repeat)


Dopo l'abbastanza convincente prova di Oblivion Tom Cruise torna alla fantascienza sul grande schermo con Edge of Tomorrow, nuovo film del regista Doug Liman (The Bourne Identity, Mr. and Mrs. Smith) tratto dal romanzo giapponese All You Need is Kill.

Passato abbastanza in sordina in patria, il film ha riscosso critiche molto positive ma non ha infuocato i botteghini (per fortuna ci ha pensato il mercato estero, sembra che Cruise non abbia più lo stesso appeal in USA).
Nonostante sembri uno dei mille sci-fi dozzinali e fracassoni che ci vengono propinati ogni anno Edge of Tomorrow sfoggia una premessa molto particolare che lo eleva al di sopra della concorrenza.



Il protagonista, William Cage (Cruise) è un mago delle PR che si ritrova suo malgrado spogliato del suo rango di maggiore dell'esercito e schiaffato sul fronte di una guerra contro i mostruosi alieni Mimic.
Cage non è un eroe nè un soldato, e viene massacrato subito- ma prima di morire acquisisce magicamente il potere di "rivivere" la stessa giornata grazie al sangue di uno dei nemici abbattuti.
Per sconfiggere definitivamente i Mimic dovrà morire, e morire, e morire acquisendo sempre più esperienza in combattimento grazie all'aiuto della splendida- e brutale- sergente Rita "Full Metal Bitch" Vrataski (Emily Blunt).
In pratica si tratta di un incrocio coatto tra Groundhog Day e Starship Troopers, ma funziona che è un piacere. 
Se il vostro inconfessato desiderio è vedere Tom Cruise morire spesso e male, questo è il film che fa per voi.


Il "respawn" tipico dei videogames è un ottimo meccanismo che consente a Edge of Tomorrow di offrire qualcosa di nuovo rispetto al blockbuster medio, e viene sfruttato anche per numerosi momenti comici molto efficaci.
Tom Cruise si riconferma come ottimo protagonista, qui negli inediti panni di inetto-che-diventa-badass, ed Emily Blunt è fantastica come sempre. Le interazioni tra i due sono la parte migliore del film.
Penalizzato da una enorme ma confusa campagna di marketing della Warner Bros e dall'invasione di sequel-reboot dei mesi scorsi (su tutti i due titanici X-Men: Days of a Future Past e MaleficentEdge of Tomorrow rischia di sparire da ogni radar, ma- pane al pane, vino al vino- si tratta di un ottimo film, appena appena rovinato dal classico finale tarallucci e vino.
Non fatevelo scappare!


sabato 11 ottobre 2014

I Libri del Goblin: Guillermo del Toro Cabinet of Curiosities


9 ottobre 2014: uno dei miei eroi personali,il regista messicano Guillermo del Toro, ha compiuto 50 anni.
Mi sembra doveroso festeggiare in qualche modo anche su queste pagine, e dato che i post di "Buon Compleanno X!" non interessano a nessuno... perchè non parlare di del Toro tramite un libro?
Il volume in questione è Guillermo del Toro Cabinet of Curiosities: l'artbook definitivo per tutti gli amanti dei film del regista horror/fantasy.


Pubblicato da Harper Design il 29 ottobre 2013 (e preordinato dal sottoscritto in un nanosecondo, inutile dirlo) Cabinet of Curiosities è molto più di un semplice "making of": è un incredibile viaggio all'interno della mente e della creatività di del Toro, che per l'occasione ha reso accessibili i suoi schizzi e gli appunti per ogni singolo film da lui realizzato.
E non parlo di semplici post-it a margine di una sceneggiatura, ma di vere e proprie opere d'arte- character designs, storyboards, concept art, scarabocchi e pagine dense di spunti e idee. 
Il risultato è una sorta di Codex Seraphinianus in grado di affascinare ogni lettore.



Dicono che le case rispecchino le personalità dei loro abitanti.
Basta fare un giro a Bleak House a Los Angeles, l'abitazione "secondaria" e studio creativo di del Toro, per capire quanto sia vero.
Bleak House è un enorme contenitore per tutto ciò che ispira, incuriosisce e affascina del Toro: una caleidoscopica collezione di ogni tipo di volume, dipinto, artefatto, poster e film che hanno un posto speciale nel suo cuore. 
Bleak House è del Toro, e percorrerla è come comprare un biglietto di sola andata nei meandri della mente del regista.


La magione, costruita in perfetto stile gotico, contiene- tra le altre bizzarrie e meraviglie- un'enorme riproduzione in cera della testa del mostro di Frankenstein interpretato da Boris Karloff; una statua a grandezza naturale del mostro Sammael dal primo Hellboy; una libreria di tomi horror presieduta da una impressionante replica di H.P. Lovecraft, intento a sfogliare uno dei volumi; la "Stanza della Pioggia", uno delle sezioni più importanti, in cui basta premere un interruttore per "accendere" una falsa finestra con tanto di pioggia e rumore di tuoni in modo da creare la perfetta atmosfera; e poi ancora lo Studio, la Stanza Steampunk, la Stanza Infestata, ciascuna piena di incredibili oggetti e libri... le parole non bastano, davvero.
Questo è il covo segreto che ogni nerd sogna.




Cabinet of Curiosities è diviso in quattro parti: la prima, The World as a Cabinet, è una breve Introduzione che ripercorre la vita di del Toro e la sua personalissima visione del mondo e della Settima Arte.
La seconda, Collections, è un tour approfondito di Bleak House e ne descrive dettagliatamente ogni parte, dalle immense collezioni agli effetti che esse producono sulla creatività del regista.
La terza parte, Notebooks, analizza ogni singolo film di del Toro con l'ausilio dei suoi fantastici appunti. 
Cronos, Mimic, La Spina del Diavolo, Blade II, Hellboy, Il Labirinto del Fauno, Hellboy II: The Golden Army e Pacific Rim: non manca nulla, e i retroscena sono impagabili.


La quarta e ultima parte, Unfinished Projects, farà aumentare la salivazione di tutti i fan sfegatati del regista messicano.
In questa sezione, infatti, vengono analizzati i progetti abbandonati da del Toro come Meat Market, The Left Hand of Darkness e naturalmente At the Mountains of Madness, ispirato all'omonimo romanzo di H.P. Lovecraft, un film che DEVE vedere la luce prima o poi, al diavolo i produttori.


Sparsi per i vari capitoli troviamo approfondimenti e interventi di altri giganti della Settima Arte (e non solo) che danno del tu a Guillermo del Toro, come James Cameron, John Landis, Alfonso Cuaròn, Ron Perlman, Adam Savage, Neil Gaiman, Cornelia Funke, Mike Mignola e Tom Cruise.
L'intero mondo di Guillermo del Toro, con tutti i suoi orrori, le sue meraviglie e i suoi onirici appunti, condensato in un unico volume traboccante di cose da scoprire e riscoprire.
Non c'è modo migliore di celebrare il cinquantesimo compleanno di uno dei migliori registi sulla faccia della Terra.